Laser per curare la Piorrea, vantaggi della terapia minimamente invasiva

L'utilizzo del laser per la cura della paradontite, anche nota come piorrea, associato alla terapia tradizionale con sistemi di ingrandimento, ha rivoluzionato la cura di questa malattia, garantisce infatti spesso ottimi risultati e una guarigione in media molto più rapida, riducendo o persino eliminando la necessità di dover ricorrere all'intervento chirurgico.

Bisogna però diffidare da chi applica queste tecnologie, soprattutto il LASER, senza un corretto approccio diagnostico, senza prima pulire in modo efficace le radici e senza insistere sulla necessità di una accurata igiene orale domiciliare e del programma di mantenimento professionale periodico.

Ricordiamo infatti che la parodontosi è una infezione batterica: se ci sono i batteri c’è infezione…se non ci sono o comunque sono sotto una soglia definita di tollerabilità l’infezione è sotto controllo e ciò porta di conseguenza al miglioramento dei parametri di guarigione clinica, valutabili col sondaggio di controllo, come profondità di tasca, sanguinamento, etc..

Come si riconosce la parodontite o piorrea?

La piorrea è una malattia lenta e senza sintomi che aggredisce le gengive e che colpisce oltre tre milioni di persone in italia, comportando una spesa sanitaria di un miliardo di euro, è la sesta malattia al mondo e in italia affligge il 60% degli adulti!

È di origine batterica, se non curata porta alla distruzione dei tessuti che circondano i denti e successivamente alla perdita degli elementi dentari stessi. La retrazione gengivale è solamente la manifestazione più superficiale di quello che sta avvenendo ai danni dell'apparato di sostegno dei denti stessi. La recessione può essere dovuta anche a molteplici altri fattori (spazzolamento errato, posizione dei denti, abrasioni) e va chiarito che per far sì che le gengive tornino alla loro posizione iniziale, quando possibile, è necessario intervenire chirurgicamente.

La placca batterica è la causa principale di questa malattia ma esistono fattori aggravanti come la scarsa igiene orale, il fumo, il diabete mellito, le malattie autoimmuni, il trauma occlusale, gravi episodi di stress, restauri incongrui di protesi dentali ed otturazioni, anomalie anatomiche, menopausa, gravidanza, allattamento.

La placca si accumula anche nelle gengive e l’infiammazione porta a creare delle tasche gengivali tra i denti e la gengiva, attraverso le quali la placca entra e sposta l’infiammazione a livello profondo, raggiungendo anche l'osso.
La paradontite estende lentamente il proprio processo infettivo-infiammatorio spesso senza sintomi dolorosi evidenti ed è proprio per questo che il paziente ritarda l'appuntamento con il dentista per curarla. Uno dei punti più sottovalutati è la comparsa di sanguinamento gengivale, spesso considerato, erroneamente, come “normale”.
Tra gli effetti collaterali della piorrea vi è l'arrossamento dei tessuti che circondano il dente, il sanguinamento gengivale, la placca e il tartaro sulla superficie dei denti, antiestetiche concrezioni giallastre alla base dei denti, frequenti ascessi e alitosi cronica.

Negli ultimi anni l'utilizzo del laser ha rivoluzionato l'approccio a questa malattia

Viene utilizzato accanto alle tradizionali tecniche di cura della parodontite e riduce al minimo l'invasività e il disagio dei pazienti. Con la terapia classica il dentista provvede ad effettuare manovre di pulizia dei denti che comprendono l'ablazione del tartaro sia nella parte superiore che nella parte inferiore alle gengive (in genere si estende per i primi 3mm del solco gengivale).

L'asportazione del tartaro e della placca viene effettuata attraverso manovre manuali o meccaniche con l’ausilio di curette e ultrasuoni, possibilmente con l’aiuto degli ingrandimenti come il microscopio operatorio, per pulire in modo approfondito l’ambiente sottogengivale. Questo è un punto fondamentale, condizione necessaria per dare il via alla guarigione dei tessuti.

Per questo motivo è chiaro che lavorare ad occhio nudo oppure con ingrandimenti importanti (fino anche a 20 -25 volte grazie al microscopio) può fare la differenza.

Purtroppo solo le tecniche meccaniche non sono spesso sufficienti da sole a garantire la completa guarigione dei tessuti coinvolti poiché provocano frequenti recidive, per non parlare degli antibiotici inseriti ad uso topico nelle tasche, che vengono “lavati” via in pochi minuti senza avere il tempo di agire.

Procedura laser assistita per ripristinare il parodonto

Il laser per la cura della piorrea viene applicato successivamente alla rimozione manuale del tartaro e della placca batterica sia dalla superficie di denti che dalle tasche gengivali. La funzione principale del laser utilizzato nella cura della parodontite è di decontaminare, ossia uccidere i batteri parodontopatogeni, che si nascondono dentro le gengive e all’interno di piccoli canali nelle radici dei denti. Inoltre va a biostimolare i tessuti, inducendo una guarigione “ottimizzata”, modulando il sistema immunitario e dando molti altri effetti benefici.

Ci sono vari tipi di laser che si differenziano in base alle diverse lunghezze d'onda e per la caratteristica di interagire con i vari tessuti.

Si distinguono due grandi categorie di laser:

  • Laser per utilizzo nei tessuti duri, come lo smalto e l' osso, come ad esempio il laser ad erbio.
  • Laser per i tessuti molli come le gengive e le mucose, tra cui spiccano i laser a diodi e quelli a neodimio-Yag. In particolare è abbastanza rivoluzionario il nuovo Nano-Yag utilizzato da Microdent, un neodimio di nuova generazione.

Il laser crea inoltre una biostimolazione molto profonda che aiuta l'immediata guarigione dei tessuti infiammati e molto spesso evita l'intervento chirurgico. È una procedura veloce e indolore e che comporta una rapida guarigione, infatti solitamente già dopo pochi giorni dal trattamento il paziente potrà percepire i benefici della seduta.

Il Laser per la cura della parodontosi è utilizzato da oltre 15 anni in medicina.

Dal punto di vista del paziente i vantaggi derivanti dall'utilizzo del laser riguardano: le recessioni gengivali che sono ridotte al minimo, i trattamenti chirurgici ed endodontici che vengono limitati, la sensibilità dentale ridotta, le tasche parodontali sono decontaminate in modo profondo, il dolore e il sanguinamento gengivale vengono eliminati o ridotti in modo notevole, non è quasi mai necessario assumere antibiotici (salvaguardando così lo stomaco), riduce i tempi di guarigione, riduce e/o elimina la mobilità dei denti con miglioramento della masticazione.

Il trattamento delle rare recidive risulta essere più facile, è inoltre efficace nella cura della parodontite aggressiva giovanile, evitando in molti casi uno o più interventi chirurgici e tutto ciò che ne consegue come i punti di sutura e il conseguente stress, massimo comfort post-procedure, maggiore stabilità del miglioramento e effetti notevolmente più durevoli delle sole procedure meccaniche con benefici che permangono più a lungo, comporta inoltre una diminuzione delle spese per la salute, grazie anche al mantenimento di denti che spesso verrebbero estratti.

L'utilizzo del laser per la cura della parodontite ha, nella letteratura scientifica, indicazioni molto precise e raccomandazioni notevoli anche in assenza fisica di tasche parodontali o in tutti quei casi in cui le gengive sanguinano e sono infiammate, ossia anche nelle forme di parodontite più lievi, ovvero anche nei casi in cui il paziente non si era sottoposto a sedute di igiene da molto tempo.

Risultati della terapia Laser per la parodontite

Migliora e velocizza la risposta dei tessuti e il comfort post-seduta ed elimina i batteri che non risiedono solo nelle tasche, ma possono essere reperiti in ogni gengiva malata o infiammata. Il laser è una procedura non chirurgica mini invasiva e l'intera sequenza terapeutica viene eseguita al microscopio operatorio e con strumenti sottili per la rimozione della placca e del tartaro, al fine di raggiungere la massima e profonda rimozione batterica, validata da misure oggettive nella seduta di rivalutazione e anche, in alcuni casi, da accurate analisi microbiologiche.

In definitiva il LASER non sostituisce ma integra la terapia parodontale convenzionale andando a posizionarsi tra la terapia meccanica non chirurgica (che nel nostro caso viene effettuata con il microscopio) e la rivalutazione bimestrale, andando ad agire in modo profondo e spesso estremamente efficace sui batteri e sull’infiammazione e quindi riducendo in modo importante i segni clinici della malattia e riducendo, in rivalutazione, la necessità di chirurgie, estrazioni, impianti.

Se cerchi una soluzione per la parodontite laser assistita possiamo aiutarti. il nostro staff e’ a tua completa disposizione all’800912068.

 

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Letteratura scientifica sulla terapia Laser

1. The bactericidal effect of a Genius Nd:YAG laser.
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