Domande Frequenti sulla parodontite

Cos’è la parodontite?

La paradontite è un’infezione batterica dei tessuti di supporto del dente comprendenti osso, gengiva e legamento parodontale. Se non trattata causa un’infiammazione che può condurre alla perdita anche precoce dei denti, compromettendo estetica e funzione della bocca.

Mi lavo i denti tutti i giorni, perchè ho la paradontite?

Nonostante le manovre di igiene orale domiciliare i batteri si possono annidare nello spazio tra dente e gengiva, chiamato solco. Una volta entrati nello spazio sottogengivale purtroppo non bastano più le manovre di pulizia a casa e bisogna rivolgersi ad un professionista. Inoltre, oltre alla frequenza con cui si lavano i denti, è fondamentale la tecnica utilizzata e gli strumenti. Spesso infatti non basta solo lo spazzolino per rimuovere efficacemente la placca soprattutto dagli spazi tra i denti, i più critici per lo sviluppo della malattia.

I miei figli l’avranno?

Quello che si può trasmettere ai propri figli è una predisposizione alla patologia, verificabile con un semplice test genetico. Però una condizione necessaria è la presenza dei batteri. Quindi anche in presenza di predisposizione, se ci si pulisce bene i denti e si va dal dentista o igienista per le sedute di prevenzione, la paradontite non verrà!

Piorrea e Parodontite sono cose diverse?

Il termine piorrea, che significa “scolo di pus” è solo il termine comune di paradontite, termine scientifico della malattia. La paradontite è conosciuta anche come parodontosi, paradentite, malattia parodontale e altri termini similari.

E’ vero che è a base genetica?

Geneticamente si può ereditare solo il grado di predisposizione e non i batteri, condizione necessaria per lo sviluppo della malattia. Se i parenti hanno perso i denti giovani per via della malattia, è utile fare un test genetico per valutare il rischio e, qualora presente, attuare le sedute di prevenzione in maniera più ravvicinata, curando particolarmente l’igiene orale domiciliare.

La paradontite si può trasmettere?

Assolutamente sì. Infatti abbiamo verificato come i profili dei batteri siano similari in coniugi o parenti stretti. Il fatto che uno o l’altro abbia una patologia più grave dipende invece dal grado di predisposizione. Infatti i batteri devono trovare un ospite “debole” per poter attaccare e indurre l’infiammazione.

Sono destinato a perdere i miei denti?

Assolutamente no! La parodontite, come la maggior parte delle malattie anche gravi, è oggi curabile. Purtroppo molti dentisti in presenza di pazienti con questa malattia dicono di rassegnarsi alla progressiva perdita dentale. In questi casi bisogna rivolgersi ad un parodontologo, ossia uno specialista della parodontite, che dopo una fase diagnostica vi proporrà la migliore soluzione per mantenere i propri denti naturali.

Si può curare la parodontite?

Certamente che si può curare. Ora grazie a tecniche sempre più sofisticate e all’aiuto di tecnologie come il LASER è possibile curare l’infezione parodontale verificando, con dei test microbiologici, l’avvenuta eliminazione dei principali batteri. Con questa verifica oggettiva il rischio di recidiva è molto basso e con le corrette manovre di pulizia ed i controlli periodici, sarà possibile mantenere in salute i propri denti.

La piorrea può causare problemi al mio corpo?

Purtroppo sì! Infatti i batteri e/o l’infiammazione causata dagli stessi diventano dei fattori di rischio per lo sviluppo di alcune patologie come: arteriosclerosi, ictus, diabete, infertilità maschile e femminile, complicanze in gravidanza, osteoporosi etc…

Quanto costa curare la parodontite?

Questa è una domanda a cui è molto difficile rispondere in quanto essendo una patologia che colpisce tutta la bocca ed essendo causata da vari fattori, è necessaria una fase diagnostica per capire esattamente i danni che ha fatto e da cosa è causata, permettendo al medico di fare un piano terapeutico ad hoc per ogni singolo paziente. I costi quindi variano moltissimo a seconda delle tecniche utilizzate e dalla gravità della situazione. Possono bastare poche centinaia di euro fino anche a 6-7000 euro nei casi più avanzati! Diffidate però da chi vi propone dei preventivi senza una visita o solo vedendo delle lastre, perchè sicuramente non ha ben chiara la situazione e la diagnosi.

Ma il LASER funziona? Ho letto che ci sono opinioni discordanti…

In medicina purtroppo non si trova mai una sola soluzione per ogni patologia. La cura della paradontite è sempre stata principalmente chirurgica e dagli anni 60 che gli studi si sono sempre focalizzati sulle tecniche chirurgiche, che possono essere sicuramente efficaci. Il LASER è un’infezione di epoca moderna e funziona, come dimostrato da sempre più studi scientifici. Inoltre la terapia proposta da Microdent va a verificare in modo oggettivo l’avvenuta guarigione grazie alla verifica dell’eliminazione batterica, abbattendo ogni dubbio. E’ però importante ricordare come il LASER è solo uno strumento, che va integrato con la rimozione meccanica del tartaro e con un approccio diagnostico accurato.

Il LASER toglie il tartaro? Si può fare la “pulizia col LASER”?

Nonostante esistano dei LASER capaci di rimuovere i tessuti duri e calcificati come il tartaro (esempio LASER ad Erbio o all’Alexandrite), i LASER utilizzati per la cura della parodontite come il neodimio:YAG o i diodi non hanno capacità di togliere il tartaro e quindi non si può fare la “pulizia col LASER”. E’ necessario infatti rimuovere il tartaro meccanicamente con strumenti manuali o ad ultrasuoni, meglio se con ingrandimenti come il microscopio per essere certi della corretta eliminazione di tutto il tartaro sopra e sotto gengivale. Solo a questo punto può intervenire il LASER, che va a decontaminare in modo approfondito le tasche dai batteri.

Ci sono tanti tipi di LASER, voi quale usate?

I centri Microdent utilizzano i LASER a Neodimio (ND:YAG) perchè sono più potenti ed allo stesso tempo più delicati dei comuni laser a diodi. Questo permette una più profonda decontaminazione delle tasche parodontali e interventi senza utilizzo di anestesia.

Perché se la terapia LASER funziona gli altri non la fanno?

Perché, oltre allo scetticismo di molti colleghi, il LASER è una tecnologia molto costosa e richiede una formazione adeguata. Inoltre il LASER da solo non basta per curare la piorrea, perchè è necessario un corretto inquadramento diagnostico e una completa rimozione del tartaro sopra e sotto gengivale.

Che differenza c’è tra il LASER e la chirurgia?

La chirurgia parodontale è un approccio volto ad aprire le gengive per poter vedere e pulire in modo completo dal tartaro le radici, nonché a riempire eventuali difetti o rimodellando l’osso e le gengive col fine di ridurre chirurgicamente la profondità delle tasche, creando però delle recessioni (allungamento dei denti). Sebbene possa essere molto efficace non è una terapia “certa” e può dare molti disagi. Il LASER è una metodica non invasiva ed efficace nella rimozione dei batteri anche da zone, come i tubuli dentinali, in cui neanche la chirurgia arriva. Però il LASER funziona se viene rimosso il tartaro e verificata l’eliminazione batterica ed è per questo che nei centri Microdent si usa il microscopio per pulire bene le radici dal tartaro e la terapia viene “certificata” da analisi. Bisogna infatti precisare che il LASER, come la chirurgia, se usato senza un approccio diagnostico corretto e senza la verifica di guarigione con le analisi microbiologiche, può anche lui non dare i risultati sperati.

Mi hanno fatto pulizie e curettaggi, sono efficaci?

Le pulizie ed i curettaggi, se ben eseguiti, possono migliorare in modo notevole la situazione parodontale. Però non sono efficaci nella completa rimozione batterica, dove il LASER può dare una mano completando il lavoro. Infatti il LASER è complementare alla rimozione meccanica del tartaro. E’ ovviamente fondamentale la verifica della guarigione tramite analisi dei batteri, per poter capire se si è raggiunto il risultato programmato.

Una volta curata la parodontite, questa non torna più?

Se la parodontite è stata curata con una tecnica efficace e con verifica oggettiva della guarigione, il rischio di recidiva è veramente basso. E’ ovviamente fondamentale però una igiene domiciliare molto accurata e completa e seguire il piano di controlli periodici professionali, dalle 2 alle 4 volte all’anno.

Quante sedute servono per una terapia completa?

A questa domanda non è possibile rispondere in modo generico, in quanto la terapia viene calibrata per ogni paziente. In generale, completata la fase diagnostica, per il protocollo completo servono dai 2 ai 3 mesi, con in media una seduta alla settimana.

Uso tutti gli strumenti giusti, collutori, dentifrici specifici etc ma non guarisco, perchè?

Perché se si è affetti da parodontite non trattata tutti gli strumenti e prodotti agiscono solo a livello sopragengivale quando la patologia è invece a livello sottogengivale, dove può intervenire solo il professionista. Adottare però delle corrette manovre di igiene orale è fondamentale per migliorare i risultati della terapia professionale e preservare nel tempo i risultati che si raggiungeranno!

L’alimentazione peggiora la parodontite?

Anche nel caso della parodontite è vero il detto “siamo quello che mangiamo”. L’alimentazione può modificare i livelli di calcificazione dell’osso nonché aumentare il livello di infiammazione del corpo. E’ importante evitare cibi troppo raffinati, cibi infiammatori e i dolci, che alzando il livello glicemico, possono alterare i rapporti di calcio e fosforo. Fondamentale anche, nel periodo di trattamento, integrare vitamine ed oligoelementi nonché ristabilire il corretto pH del corpo, che diventa acido in caso di infiammazione come la parodontite.

I denti che si muovono si possono salvare?

Se il dente seppure mobile è ancora funzionale alla masticazione e non ha una mobilità così importante da essere considerato irrecuperabile, è possibile salvarlo o comunque mantenerlo più a lungo possibile nel tempo. Per i denti anteriori è possibile anche utilizzare uno splintaggio, tecnica poco invasiva di blocco dei denti che aiuta a fermarmi e dare un maggior comfort nella masticazione. Dopo la terapia i denti saranno un po’ più stabili grazie alle gengive più sane e attaccate al dente ma se il livello osseo è molto compromesso, non smetteranno di fermarsi. Nel corso del tempo di guarigione spesso e volentieri è possibile riscontrare una ricrescita dell’osso, che può rendere il dente ancora più stabile!

Quando un dente è considerato irrecuperabile?

Un dente irrecuperabile è quello che ha un mobilità molto importante e sopratutto di tipo verticale, con un movimento detto “a stantuffo”, segno che purtroppo la perdita ossea ha superato la punta del dente stesso. Altro modo per considerare un dente irrecuperabile è con le lastre, quando la perdita ossea è decisamente superiore all’80% della radice ed il dente è anche dolorante e non funzionale per la masticazione.

Mi han proposto di togliere i denti malati e mettere gli impianti: cosa consiglia?

Gli impianti non sono sempre la soluzione per tutto ed è quindi sempre importante, se possibile, preservare i denti naturali curandoli dalla parodontite. Inoltre anche gli si possono infettare degli stessi batteri della piorrea che diventa una "perimplantite”, molto difficile da curare. Gli impianti sono una grandissima innovazione e risolvono tanti problemi, ma vanno usati dopo aver bonificato la bocca dalla parodontite e per sostituire denti già mancanti.

Gli impianti si possono ammalare anche loro?

Assolutamente sì! Gli impianti, nonostante siano una grandissima innovazione, se messi in bocche affette da parodontite non curata possono ammalarsi della piorrea degli impianti, chiamata “perimplantite”! E questa è ancora più difficile da curare della parodontite! Purtroppo ultimamente capita sempre più spesso di estrarre impianti messi solo 2 anni prima dai colleghi! Per fortuna anche in questi casi il LASER viene in aiuto permettendo un trattamento poco invasivo delle perimplantiti.

Parlate di terapia “certificata”, in che senso?

Chi affronta una terapia giustamente chiede delle “garanzie” perchè è spesso stanco di perdere i denti e soldi con terapie che non hanno funzionato. Per questo motivo l’approccio di Microdent è impostato per essere il più oggettivo possibile. La terapia viene infatti dichiarata conclusa quando delle accurate analisi di laboratorio certificano appunto l’avvenuta rimozione dei batteri causa della parodontite.

Da cosa mi accorgerò che sono guarito?

Una volta rimossi efficacemente i batteri la bocca migliorerà in modo notevole! In particolare sparirà sanguinamento e presenza di pus, l’alitosi sarà solo un ricordo e le gengive riprenderanno un aspetto roseo e sano, sgonfiandosi. I denti appariranno più stabili e le tasche via via ridurranno la loro profondità. Dopo vari mesi sarà possibile valutare un’eventuale ricrescita ossea grazie a delle radiografie. Purtroppo invece la gengiva, se “scesa”, non tornerà al livello iniziale.

Cura parodontite